Se aglio e cipolla ti germogliano, piantali.

Da uno spicchio d’aglio appena germogliato nasce una piantina che promette soddisfazioni (tra un po’)
Le persone creative, si sa, vivono di entusiasmi, che divampando come fuochi illuminano di idee l’emisfero destro del cervello. Fortunatamente, a volte, interviene il sinistro con un bel secchio d’acqua.
Può capitare, ad esempio, che due creativi a cui si è appena incendiata la testa con l’idea dell’orto sul balcone trascorrano una giornata intera nei centri per il giardinaggio, fantasticando di sterminate piantagioni di  prelibatezze, che vegetano gioiose beandosi sotto il sole. E in questi negozi fanno davvero di tutto per alimentare le fantasie più sfrenate. Ti sciorinano davanti agli occhi serre hi-tech, sementi degli ortaggi più esotici, vasi aerodinamici e terricci miracolosi.
Ok, aspetta un attimo. Abbiamo un terrazzo di tre metri per uno (scarso), non conviene tornare a prendere due misure e ragionarci su?
Grazie, emisfero sinistro. Perché così ci fai tornare a casa giusto in tempo per scoprire che sopra il frigo una cipolla e una testa d’aglio hanno deciso di ribellarsi al loro destino di soffritto, gettando due verdissimi germogli che sembrano dire: “e adesso, campioni? Cosa fate di noi?”.
Già, cosa ne facciamo?

Se ci si avvicina con il giusto atteggiamento, l’agricoltura urbana porta con sé concetti interessanti, come il riuso creativo, la sostenibilità e l’economicità. In tempi di guerra i giardini pubblici d’Italia diventarono dei grandi orti comuni. Fortunatamente, oggi le ragioni che ci spingono a coltivare ravanelli e rucola sul terrazzo sono diverse, ma perché non fertilizzare le nostre piantine con un pizzico di quella filosofia?

Ecco cosa possiamo fare allora con i due bulbi germogliati nella scatola sopra al frigorifero: li piantiamo e vediamo cosa succede.
Per partire serve soltanto un po’ di terriccio generico per orti (non potevamo uscire da quel negozio a mani vuote…); al posto dei vasetti utilizziamo i barattoli di latta dei pelati, sul cui fondo pratichiamo alcuni forellini, per permettere il drenaggio dell’acqua.
La pianta della cipolla genera dei bulbilli che vanno poi interrati separatamente per avere gli ortaggi
L’aglio (qui c’è un bel tutorial) va piantato così com’è, interrando lo spicchio germogliato sotto qualche centimetro di terra. In teoria andrebbe interrato da novembre a marzo, noi saremmo fuori tempo massimo, ma va detto che finora la primavera è stata piuttosto avara. Il bulbo contiene le sostanze nutritive che permettono alla pianta di crescere e di sviluppare sotto terra una nuova testa, che va raccolta una volta che le foglie della pianta sono completamente seccate.
Attenzione alle infiorescenze: eventuali boccioli andrebbero rimossi per evitare che la produzione del fiore rubi sostanze nutritive al bulbo: vogliamo mangiarlo, l’aglio, giusto?
Per la cipolla, invece, il procedimento è leggermente diverso. Anche in questo caso abbiamo piantato l’ortaggio intero, che non produrrà però una nuova cipolla, bensì alcuni piccoli bulbilli che dovranno essere separati e ripiantati singolarmente: da ciascuno di essi nascerà una nuova cipolla. Non solo: la pianta delle cipolle produce anche dei bei fiori, da cui si possono ricavare i semi per una successiva coltivazione da zero.
E se poi la produzione di ortaggi non dovesse andare in porto, tutt’al più avremmo decorato il terrazzo con delle belle piante fiorite.
Cari bulbi, avete germogliato in casa di una coppia creativa.
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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