Food Revolution Fregola.

Venerdì 17 marzo si è festeggiato in tutto il mondo il Food Revolution Day. Beh, in quasi tutto il mondo, a dire il vero. In Italia, curiosamente, la festa della riscoperta della cucina cara a Jamie Oliver è andata in scena anche sabato 18, non ho ancora capito bene perché.
Poco importa, perché alla Fondazione Catella di Milano, tra conferenze sulla dieta mediterranea, laboratori per bambini e degustazioni di birra “italiana-ma-fatta-in-Belgio-zio-mettici-dentro-questo-fiore-vedrai-è-il-nuovo-cocktail-di-tendenza-a-Milano”, c’era anche lei.
La fregola.
E come non cogliere al volo l’occasione di imparare come si prepara? 

Ecco il racconto di una mattinata decisamente istruttiva e molto, molto golosa.

Tutto merito del bel cooking show della blogger Serena “Cucchiaio di Stelle” Oliva e della “chef speciale” sarda Francesca Mura, che hanno svelato ai presenti i segreti del “cous cous italiano”.
In Sardegna è facile trovare i sacchetti di fregola sugli scaffali dei negozi, tra i malloreddus e gli spaghetti. Le origini di questa specialità si perdono nella notte dei tempi, e la sua preparazione casalinga si tramanda di generazione in generazione.

Francesca, guarda caso, ha imparato a preparare sa fregula dalla nonna novantenne. Ce lo racconta mentre con gesti quasi ipnotici, energici e gentili allo stesso tempo, fa roteare la semola in una ciotola, dopo averla inumidita con qualche cucchiaio di acqua e zafferano. 

Perché, come dice Francesca, la fregola si ottiene per “appallottolamento”.

La fregola si ottiene per “appallottolamento” della semola di grano duro inumidita con acqua e zafferano
A vedere lei, sembra la ricetta più semplice e naturale del mondo. Ma, come tutte le cose buone dalla storia antica, dietro quei gesti sapienti si nascondono fatica e tanta pazienza. Specie per ottenere una fregola dalle “palline” minute, perfettamente sferiche e identiche tra loro, come quelle di Francesca.

Intanto, dall’altro lato della postazione, Serena spignatta con vigore un sugo degno di cotanta fregola. Anzi, due sughi.

Delicato e freschissimo il primo, che parte da un classico soffritto di cipolla, cui Serena aggiunge gli agretti tagliati e i piselli. Gli asparagi finiscono in padella alla fine, insieme alla fregola. Il risultato è molto primaverile, si sposerebbe alla perfezione con un bel calice di Vermentino fresco.

La seconda versione della Food Revolution Fregola è invece un omaggio alla tradizione sarda, che vuole questa pastina di semola abbinata al pesce. Spesso infatti sull’isola si prepara per sa fregula un semplice sugo alle arselle e pomodoro, oppure la si mangia con un brodetto di pesce.
Serena e Francesca optano invece per le cozze, che rendono questa fregola più decisa e determinata, facendoci scoprire come la pasta di semola in grado di sposarsi bene con qualsiasi sapore. 
L’ho sempre detto, che la Sardegna è il posto più bello del mondo. 
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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