Garofalo e Gente del Fud. Pasta, amore e social network.

“Se dovessi usare il blog o la pagina Facebook solo per sbatterci su il mio logo, tanto varrebbe averceli, giusto? No, quello che cerchiamo non è la presenza, è la relazione“.
Ok, se lo dicesse un guru dei social media la cosa di per sé passerebbe quasi come un’ovvietà. Invece parole e musica sono di uno dei manager più illuminati, da questo punto di vista, dell’intero panorama industriale italiano: Emidio Mansi, direttore commerciale del pastificio napoletano Garofalo, con cui faccio quattro chiacchiere mentre gironzolo per Tuttofood a Milano.
 Emidio Mansi è l’uomo dietro Gente del Fud. Un network di 400 blogger che mappa i prodotti “dimenticati” d’Italia, costruendo un grande percorso di riscoperta dei piccoli produttori. Un’iniziativa il cui embrione nasce nel 2005, quando Facebook non esiste ancora, con il progetto DOC (Delizie di Onesta Cucina), sfociato poi nel 2011 con il lancio del portale ed il coinvolgimento dei blogger.

Con Gente del Fud Garofalo si fa portabandiera delle migliaia di piccole eccellenze gastronomiche italiane, di cui  i food blogger sono gli scopritori e i reporter. Un “social food network” che aggrega intorno ad un portale e a una pagina Facebook gli amanti della buona tavola di tutto il Paese, non solo del Sud. Gente del Fud comprende anche un’applicazione per dispositivi iOS e Android, con la quale si accede a informazioni geolocalizzate e agli itinerari enogastronomici creati dagli utenti della community.

Lo stand di Garofalo a Tuttofood rispecchia la grande eleganza dell’immagine aziendale. I colori sono il nero e l’oro, accenni di bianco e rosso, atmosfera rustica e intima quanto basta, l’impressione delle cose fatte bene.
“Mi faccio aiutare dal punto di vista tecnico, ma la gestione dei contenuti no, quella la seguo personalmente io, senza intermediari – mi racconta Emidio -, rispondo a chi commenta, a chi ringrazia, a chi ci sprona. Non esiste proprio che qualcun altro parli a nome nostro. Che relazione sarebbe?”.
E infatti, in un momento di pausa nel frenetico via vai della fiera, Emidio Mansi è davanti al portatile, seduto su uno sgabello a ticchettare sulla tastiera. “Gente del Fud è una rete aperta – racconta mentre scorre l’impressionante mole di messaggi sul suo profilo Facebook – tutti devono avere la possibilità di partecipare. E di creare contenuti. A questo serve, questo facciamo: creiamo contenuti”.

D’accordo, mi dico, è tempo di fare la domanda antipatica: al di là della lodevole filosofia di base, qualche ricaduta economica Garofalo l’avrà pur avuta da Gente del Fud, o no?
Emidio Mansi non si scompone: “Che tu ci creda o no – dice – quello è un aspetto secondario. Semmai una conseguenza di un certo modo di lavorare e di pensare, che noi cerchiamo di condensare in una filosofia. Con Gente del Fud tentiamo di fare rete con chi, in tutta Italia, questa filosofia la sposa e la condivide”.
Il social food network di Garofalo, invece, è stato immediatamente sposato dai blogger, “che in un certo senso sono meglio di qualsiasi giornalista, perché sono veri e trasparenti – ammette Mansi – inoltre leggendo un blog è possibile capire molto dei gusti e delle preferenze di chi scrive, e valutare se sono in qualche modo corrispondenti ai nostri”.
L’orientamento social di Garofalo non si limita a Gente del Fud: anche la pagina Facebook istituzionale è davvero ben realizzata, con contenuti creativi e di stampo genuinamente partenopeo.
Insomma, visto che di esperienza nel campo ne ha da vendere, cosa direbbe Emidio Mansi a chi si occupa di food e social media? “Direi di fare i bravi – dice con una risata – e di lasciarci ancora un po’ in vantaggio…”.

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

2 Comments

  • Grazie mille Valeria! Sai, in casa siamo una art director e un copywriter, una vera "coppia" creativa, e condividere uno spazio blog ci è sembrata una cosa naturale. Un grazie anche da Fabrizio, la penna del progetto! ;)

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