Non fate sapere ai biellesi che hanno sotto casa un festival dello street food.

Da Biella non si passa per andare in un altro luogo. A Biella ci si deve venire apposta. Oppure, da Biella si parte, spesso per non tornare.
Vista da fuori, è una cittadina anonima e un po’ ipocrita. Di bello ha il colore del cielo nelle giornate serene; raramente si ha la fortuna di avere un azzurro così intenso e limpido sopra la testa. E poi i monti, contro i quali la città è addossata, quasi come se si riparasse da chissà quali pericoli.
Ogni anno a giugno il mercato europeo riempie di bancarelle (e di cibo di strada) il centro di Biella
Da qualche anno, il primo weekend di giugno, un evento giunge a turbare il dimesso tran tran del piccolo capoluogo piemontese. È il mercato europeo organizzato dalla Fiva, che riempe i giardini del centro e le vie circostanti di bancarelle, la maggior parte delle quali di prodotti tipici, non solo italiani. 
Di fatto è un gran bel festival internazionale dello street food. Solo che i biellesi non se ne rendono conto.
Nei giorni precedenti all’arrivo delle bancarelle, infatti, in città non si fa che polemizzare sulla loro utilità, sul fatto che gli avidi ambulanti spillino prezioso denaro ai malcapitati cittadini e sui mancati introiti dei commercianti locali nei tre-giorni-tre di manifestazione.
L’asado è la tipica grigliata argentina a base di carne di manzo
La baklava, dolce greco
Per il resto del pianeta, invece, lo street food è sinonimo di divertimento, convivialità e cultura; e il mercato europeo a Biella è un’occasione per avere a disposizione, nel giro di poche centinaia di metri, il cibo di strada di Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Puglia, Calabria, Sicilia, Francia, Austria, Germania, Belgio, Olanda, Spagna, Repubblica Ceca, Grecia, Thailandia, Brasile e Argentina. Il tutto annaffiato da birre artigianali di piccoli produttori, come il piemontesissimo Birrificio Pinerolese. A fine weekend ne avremo bevuto un numero imprecisato di bicchieri, ma faceva tutto parte del reportage, che diamine.
Nel nostro weekend immolato sull’altare dello street food proviamo un po’ di tutto e a qualsiasi ora, trascorrendo molto tempo tra i banchi, allietati da un clima finalmente primaverile. 
I sudamericani ci danno dentro con l’asado ed il churrasco, spargendo profumo di grigliata per ogni dove sin dal mattino. Arrivando all’ora della colazione, però, optiamo per qualcosa di meno hard. Partiamo dal dolce: una baklava greca a base di miele, con granella di nocciole e cioccolato. Non male, forse un po’ troppo zuccherina. 
Sui cannoli siciliani andiamo sul sicuro, mentre le cocorette, dolcetto al cocco originario del Belgio, sono una simpatica sorpresa. Il tasso glicemico sale invece alle stelle con le crèpes olandesi, soffici e imbottite di crema al cioccolato.
Presi dalla voglia di raccontare, non ci siamo nemmeno accorti che di colazioni ne abbiamo fatte tre.
Ricca, profumata e gustosa, la paella de marisco del mercato europeo di Biella è davvero buona
Il pranzo ha i colori e i caldi profumi della Spagna. Sotto un tendone rosso fuoco gli iberici mescolano la paella de marisco in enormi recipienti bassi di metallo. Si tratta della versione a base di solo pesce (gamberoni e cozze) del piatto unico spagnolo più celebre del mondo.
Come quasi tutti i primi a base di riso, anche per quanto riguarda la paella, più se ne cucina, meglio riesce. E quella del mercato biellese è davvero buona. La accompagniamo con un paio di calici di prosecco friulano gentilmente spillato dal temporary bar piazzato a due passi dagli spagnoli.
La banana fritta thailandese

Ora, la realtà è che potremo essere a posto per tutta la prossima settimana, a livello di calorie. Ma noi siamo food reporter seri, e qui ci sono un sacco di altre specialità da provare. Pertanto, la merenda è un obbligo al quale non possiamo sottrarci. E poi l’art director di questo blog è magra e soffre di pressione bassa, un po’ di energia in più non può che farle bene.

Giusto il tempo di una passeggiata tra le bancarelle di formaggi (a proposito, la ricotta di pecora sarda è insospettabilmente delicata), ed eccoci di nuovo a curiosare tra gli stand che preparano piatti da asporto. Ci fermiamo davanti a quello thailandese, dove ci facciamo tentare dalla banana fritta, panata in una pastella di farina di cocco e guarnita con semi di sesamo neri. La cucina dell’Estremo Oriente, si sa, è nota per le sue fritture leggere, quasi aeree. Queste banane sono l’eccezione che conferma la regola. Ma il sapore merita, e i semi di sesamo regalano al piatto un tocco di personalità.  
Una pausa sotto il blu del cielo biellese, al fresco degli alberi frondosi, ci fa quasi immaginare di non essere nella Profonda Provincia Italiana. 
Guardiamo la gente passeggiare allegra e fare capannello attorno alle griglie fumanti. Sentiamo il vociare festoso di molte lingue diverse. Tendiamo le narici ai mille profumi. E pensiamo ancora una volta quanto il cibo, specie quello di strada, sia ancora uno dei più potenti mezzi di comunicazione in mano all’uomo.
Coraggio, è tempo di fare la seconda merenda.
(continua)
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

2 Comments

  • Caro Fabrizio, questo post mi trova molto sensibile all'argomento. Pensa che nelle bozze ho giusto un titolo di remind "street food", con la speranza un giorno di poterci lavorare…
    Ultimamente il tempo scarseggia e chissà quanti progetti, grandi e piccoli, rimarranno in un angolo ad aspettare. Mi fa piacere che vi siate deliziati immergendovi tra cibo e vie cittadine, scrivete e raccontate sempre! Un abbraccio a te e alla cara Nus ;)

  • Eh, il cassetto dei progetti in attesa è sempre pieno, vero? Ma con un pizzico di costanza e un po' di fortuna, piano piano, molti di loro vedranno la luce. Ad esempio, perché non partire a caccia di street food festival in giro per l'Italia? ;-)
    A presto!

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