Montevecchia da bere. E da mangiare con gli occhi.

Immersa nel verde di un parco naturale, in cima a un colle terrazzato di vigne, che sovrasta le verdi piane dell’alta Brianza, Montevecchia è un luogo davvero incantevole.
Specialmente se vi piace il rosmarino.
Montevecchia è infatti rinomata per la coltivazione dell’erba aromatica per eccellenza: non è un caso che ogni ristorante del luogo propini agli avventori il risotto al rosmarino, piatto che qui è un’istituzione e di cui i milanesi in vena di una gita fuori porta in questo angolo di Lombardia che sembra il Monferrato pare vadano particolarmente ghiotti.
I vigneti sono i protagonisti dello splendido e verdeggiante paesaggio di Montevecchia 

Oltre al rosmarino, queste dolci alture sono adatte anche alla dimora dei vigneti, dai quali gli agricoltori della zona ricavano alcuni discreti vini quasi tutti etichettati sotto il Consorzio IGT Terre Lariane.

E proprio questi vini sono stati i protagonisti della prima edizione di Montevecchia da bere, un evento enogastronomico itinerante alla scoperta delle bellezze dello splendido paese brianzolo e dei suoi prodotti tipici.
Un viaggio del palato in otto tappe, anzi “Stappe”, nel solco della tradizione delle sagre di paese: una passeggiata al tramonto con il sacchetto del bicchiere al collo, tra scorci pittoreschi e cortili nei quali le aziende agricole hanno messo in mostra la propria produzione vinicola e gastronomica.
Tra gli otto vini che Foodeskine ha zelantemente assaggiato per voi, scegliamo due bianchi, quelli delle Stappe 2 (La Vigna) e 3 (Le Terrazze).
Il Bianco Nuovo dell’Azienda Agricola Santa Croce di Sirtori (LC) è un vino profumato, con una certa struttura e decisamente gradevole al palato. L’uvaggio è Chardonnay. Accompagnato con un formaggio bianco delicato e dell’ottimo pane casereccio ha fatto la sua degna figura. Noi ci avremmo visto bene anche un bel primo di pesce, con il vino tenuto a temperatura più fresca, però.
Le Terrazze di Montevecchia, invece, hanno proposto ai viandanti un più raffinato bicchiere di bollicine.
Anzi, di B.B. – Bollicine Brianza.
Premesso che chi vi sta scrivendo ha una viscerale passione per spumanti millesimati e champagne, le bollicine delle Terrazze di Montevecchia sono risultate un gradino sopra tutti gli altri vini dell’evento, con buona pace dei volenterosi produttori. E una menzione d’onore va anche al prelibato formaggio caprino aromatizzato al pepe che accompagnava il vino. A posteriori abbiamo capito perché venisse razionato come nemmeno le sigarette per i soldati al fronte…
La prossima volta assaggeremo anche il risotto al rosmarino, promesso.
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

4 Comments

  • il mondo del vino è interessantissimo, tanto ci sarebbe da imparare e molto, moltissimo da vedere. Tra cantine, ristoranti e corsi di degustazione ce n'è per tutti i gusti e le sorpese non finiscono mai. Quando poi si passa agli abbinamenti vino- cibo e vino-formaggi allora per me è il massimo. Risotto al rosmarino? Fantastico, almeno quanto quello al prezzemolo. Più semplici sono e più i profumi emergono dal piatto.
    un abbraccio e a presto, Vale

  • Vero, gli eventi sul vino sono moltissimi, specie in autunno. Infatti a settembre stiamo programmando un bel giro nelle Langhe! (Anche perché ogni tanto sento il richiamo della mia terra…)

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