Io non sono un food blogger. Ma ho l’orto sul balcone e mi piacciono le cose buone.

L’ho già detto, non sono un food blogger. Non elaboro ricette e non scatto foto stilose con la reflex digitale. Le aziende non mi corteggiano inviandomi pacchi golosi pieni di bontà da provare e recensire, né io stesso credo invierò mai un’auto-candidatura in tal senso. 
Mi intrigano le cose buone, però, e me le compro al mercato o nel negozio di primizie. Scrivo volentieri di quello che mi è piaciuto, senza aspettarmi nulla in cambio. Fotografo quello che mangio solo quando mi va, e quando lo faccio, uso l’iPhone, ché ce l’ho in tasca e mette a fuoco da solo. Che dire, sono un foodie un po’ ribelle e un blogger decisamente anarchico.
Approvo il punto di vista di chi dice che la cucina più autentica e creativa è anche quella più semplice, che permette di creare qualcosa di buono con quello che c’è in casa. A patto che siano prodotti di qualità.
E così, io che non sono un food blogger e tanto meno un cuoco, mi preparo un’insalata sfiziosa per un pranzo domenicale da solo, mentre in TV danno chissà perché un film di Bollywood e fuori, nell’aria immobile, le cicale friniscono di gioia.
Parto dall’ingrediente principale, la misticanza dell’orto sul balcone. Esco sul terrazzo armato di forbici e scolapasta e lei è lì nel suo vaso, trionfante di verde e pronta ad essere raccolta. Uno spettacolo.
L’insalata mista cresciuta nel vaso sul balcone è pronta per essere condita.
Ho voglia di sapori freschi, ma anche di un tocco nordico: perciò opto per il salmone affumicato, che taglio a striscioline. Aggiungo anche dei quadratini di pane di segale nero, quello morbido confezionato sottovuoto. Lo adoro, lo mangiai per la prima volta da ragazzino in Danimarca e non ne posso più fare a meno. Per equilibrare un po’ i sapori decisi del salmone e del pane nero e per dare il tocco di freschezza che cerco, scelgo qualcosa di neutro: mozzarella tagliata a cubetti. Condisco con olio extravergine non filtrato, qualche grano di sale rosa dell’Himalaya e succo di lime.
Il dettaglio finale è un’assoluta delizia, nonché un prodotto davvero interessante: il Crunchy Rice al pepe rosa della riseria vercellese GliAironi. Un riso croccante non soffiato ricoperto a bassa temperatura di pepe. GliAironi lo produce in moltissime varianti di sapore, nell’ambito di progetto chiamato “Art&Food“: dall’erba cipollina alla lavanda, dallo zenzero al lampone. Ecco il tocco di creatività della mia insalata da single domenicale. Se fossi un food blogger, fotograferei l’insalata finita col packaging del Crunchy Rice sullo sfondo. Ma ve l’ho detto, non sono un food blogger.
Invece mi gusto la mia creazione con bel calice di bianco ghiacciato, mentre guardo finire il film di Bollywood. No, lasciate perdere. Non immaginate la scena. Pensate piuttosto a quanto è buona la mia insalata da non-food-blogger.
A parte la tovaglia con le bestiole, sembra quasi una foto credibile, vero?
Written By

Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>