Sognando Lanzarote, tra vigne e grigliate vulcaniche.

Le straordinarie Geria di Lanzarote (da Wkipedia)
Il mio breve giro a Gran Canaria, come ogni viaggio, ha scritto qualcosa in me. Di sicuro mi ha lasciato la voglia di tornare, magari con più calma, ad esplorare le Canarie e la loro incredibile varietà di paesaggi, colori, emozioni.
Fuerteventura è un mio desiderio inespresso da un po’, ma credo che la prossima isola dell’arcipelago su cui metterò piede sarà Lanzarote. Ho raccolto pareri entusiastici da chi c’è stato, e da perenne affamato di nuovi luoghi, ho scoperto tante piccole curiosità che hanno stimolato ancora di più la mia già cronica voglia di partire.
Dal punto di vista prettamente foodie, uno degli aspetti più suggestivi di Lanzarote, così come di tutte le Canarie, è il fatto che da una terra apparentemente ostile possano nascere dei veri capolavori di gusto. E’ il caso delle Geria, le celebri vigne di Lanzarote, straordinarie da vedere, con i muretti a mezzaluna che proteggono le piante dal vento. Gli agricoltori vi spargono la cenere vulcanica, che assorbe l’umidità tanto quanto basta per creare un micro-ambiente in grado di dare vita ad un Malvasia davvero eccellente (ne assaggiai una bottiglia qualche anno fa a Barcellona).
Ma il luogo sui cui ho già piantato un’ideale bandierina è senza dubbio il Parco nazionale Timanfaya, nel sud ovest dell’isola. Non solo perché Kubrick vi ha ambientato alcune memorabili sequenze di 2001: odissea nello spazio; ma anche per poter mangiare una bella costata grigliata direttamente su un vulcano.
Nel parco, infatti, c’è un ristorante molto particolare, il cui nome, El Diablo, è già un programma.
Il locale è letteralmente costruito sul cratere del vulcano. Per la sua costruzione fu interpellato César Manrique, il più importante artista ed architetto canario, che oltre a realizzare la struttura, concepì anche il più fantasioso dei barbecue: un’enorme griglia in grado di cuocere i cibi direttamente sulla bocca del vulcano, alla temperatura di oltre 400 gradi.
Ecco, ho trovato come declinare a mio modo il concetto di dieta paleolitica.
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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