Le gastronautiche bontà di Milano Golosa.

Dieci giorni dopo, Milano Golosa ha ancora un gran bel retrogusto. La tre giorni “gastronautica” dello Spazio Calabiana a Milano mi ha stupito in positivo. Molto “gastro” e non troppo fighetta, tanto per spezzare in due una delle parole più abusate del momento.
Conoscere, fare, assaggiare per non sprecare: la tagline della manifestazione era un bel discorso programmatico su quanto la cultura del mangiare bene possa e debba andare a spasso con quella del recupero, del riuso creativo, di quella gioiosa parsimonia che i nostri nonni avevano bene in mente. Perché oggi il cibo, specie quello di qualità, è più che mai un bene prezioso.

Non è un caso che Parmigiano Reggiano abbia presentato proprio a Milano Golosa il suo ricettario “SmartCooking – creare cultura in cucina”. Il punto di arrivo di un progetto nato in rete, dalla fantasia dei food blogger nel creare ricette con quelli che spesso in modo affrettato sono chiamati “scarti”. Le 30 creazioni selezionate da una giuria di chef stellati sono dei piccoli capolavori di pensiero laterale, oltre che di arte culinaria. 
Ma allo Spazio Calabiana non c’erano solo i giganti del food, come Parmigiano Reggiano, Mozzarella di Bufala Campana DOP e Prosciutto San Daniele. Lo spirito autentico di Milano Golosa si respirava anche e soprattutto andando a trovare i piccoli produttori, spesso custodi di veri gioielli della gastronomia italiana. 

Dalla bresaola di chianina valtellinese alla trota affumicata friulana, dalla strepitosa crema di pistacchi siciliana alla porchetta toscana: il viaggio delle papille è stato intenso e ricco di paesaggi da ricordare.
L’area dedicata al vino, curata da Luca Gardini (miglior sommelier al mondo 2010), mi ha deliziato con un calice di Cometa, ottimo Fiano in purezza prodotto a Menfi da Planeta, cantina per cui ho un debole da sempre (il loro Chardonnay è strepitoso, secondo me).

Ma ancora più interessante si è rivelata la sezione dedicata alle birre artigianali, da qualche anno finalmente valorizzate in un paese che fa del vino il suo vanto. Il birrificio San Michele di Avigliana, ad esempio, vanta alcune birre davvero notevoli e realizza persino una linea di prodotti cosmetici con la birra prodotta in loco.
Anche questo è riuso creativo, no?

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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