Ecco perché oggi dovreste mangiare burro di arachidi.

D’accordo, ultimamente il piano editoriale di Foodeskine abbonda di grassi monoinsaturi. Ma oggi è il 24 gennaio, giorno topico per gli amici americani, che in questa data festeggiano la Giornata Nazionale del Burro di Arachidi. Sì, avete letto bene.
Gli americani: un popolo di entusiasti. (Da Pinterest)

Perciò, dopo il bacon, perché non celebrare quest’altra colonna portante dell’alimentazione del paese più obeso del mondo? E poi, diciamocela tutta: il burro di arachidi è buono, non ci sono storie.
Il burro di arachidi è una pasta spalmabile composta, oltre che dai frutti oleosi, anche da olio di palma (e non da burro, come si potrebbe pensare), sale e zucchero. Una variante simile, ma a base di semi di sesamo, si consuma nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, con il nome di tahine.

In realtà, le salse a base di arachidi si mangiano da migliaia di anni; questi frutti particolarmente energetici sono ad esempio la base di alcune preparazioni della cucina sudamericana, specialmente andina. Come la “Sopa de manì”, piatto boliviano di cui qui potete trovare una rivisitazione.



Solo verso la fine dell’Ottocento il burro di arachidi entrò a far parte dell’alimentazione e della cultura degli Stati Uniti. Lo inventò infatti un farmacista di St. Louis, George A. Bayle jr, con il nobile scopo di fornire alle classi meno abbienti un alimento proteico meno costoso e più accessibile della carne.

Per decine di anni, però, i produttori di burro di arachidi si trovarono a fare i conti con l’instabilità del composto: l’olio di semi tendeva infatti a separarsi dal resto della preparazione.
Fu la Heinz, nel 1923, a stabilizzare l’emulsione e a produrre il burro di arachidi come lo conosciamo oggi.  E uno dei maggiori produttori di burro di arachidi al mondo è l’ex presidente americano Jimmy Carter, proprietario di una sterminata piantagione di questi frutti nelle campagne della Georgia.
Fissate questa immagine per un minuto: vi ritroverete a guidare verso il supermercato senza sapere perché.
A costruire il mito del burro di arachidi nell’immaginario collettivo a stelle e strisce ci hanno poi pensato gli americani stessi. Elvis, ad esempio, era un divoratore seriale di peanut butter: pare che il celeberrimo panino preferito dal re del rock’n roll fosse un filone di pane francese diviso in tre parti e riempito di bacon, burro di arachidi e banane. Una “bomba” da oltre 40.000 calorie!

Fortunatamente, Elvis non cantava come mangiava (qui la ricetta del suo panino)
Il fatto è che se c’è un alimento al mondo in grado di incarnare la golosità stessa è proprio il burro di arachidi: la sua untuosità, il gusto né dolce né salato e il sapore inconfondibile delle noccioline lo rendono facilmente appetibile da una larga fetta della popolazione.Anche il suo elevatissimo contenuto calorico non è solo un luogo comune: per produrre un vasetto di burro di arachidi da 12 once (circa 340 grammi), servono oltre 550 arachidi.
E a parità di dosi, il burro di arachidi è più calorico della Nutella. Che è non propriamente un alimento consigliato dai dietologi.
Quindi, se volete festeggiare anche voi il Peanut Butter Day, correte a preparare una ricetta a base di questa mitica preparazione. Ma occhio alle dosi: a Elvis tutto quel burro di arachidi non fece affatto bene.

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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