La schiscetta perfetta di Alessandro Vannicelli: cucina, passione eallegria.

Nel suo blog, Schisciando, Alessandro Vannicelli, impiegato milanese con la passione per i fornelli, racconta e fotografa i suoi pranzi in ufficio, preparati con creatività e gusto. Perché la schiscetta non è solo un modo per pranzare in economia e velocità sul lavoro, ma un vero stile di vita.
Da qualche giorno il blog di Alessandro è anche un libro, “Schiscetta Perfetta. Mi porto il pranzo da casa”, edito da DeAgostini Libri.
Alessandro si racconta su Foodeskine, parlando dell’ispirazione dietro alle sue ricette e svelando anche qualche piccolo retroscena. Ovviamente gustoso.

- Come ti è venuta in mente l’idea di aprire un blog sulla schiscetta?
“Tutto nasce un anno e mezzo fa, dalla voglia di celebrare il mio entusiasmo per il cibo con un blog.
Non volevo aprire il “classico” food blog con foto e ricette, non perché sia ostinatamente “radical chic” o per differenziarmi, ma perché volevo uno spazio che fosse vicino alle mie abitudini, che sono anche quelle dei miei amici e colleghi.
E la schiscetta è un’abitudine che mi porto dietro da tempo. Quando vivevo con i miei genitori, mio padre la preparava per me e mio fratello, sono bei ricordi che mi porto dentro con piacere.
Schisciando è in qualche maniera un verbo coniugato, uno stile di vita. È anche un modo per affrontare e guardare con un occhio positivo alla crisi economica che oramai ci attanaglia da anni, facendo di necessità virtù, ma con il sorriso di chi si sta anche facendo del bene”.
- Le tue ricette sono davvero golose: da dove trai ispirazione?
“Dalla cucina povera italiana. Che si può descrivere in 3 parole. Semplicità, tradizione e unicità. La caratteristica principale della cucina italiana è la sua estrema semplicità, con molti piatti composti da 4 fino ad 8 ingredienti. Gli chef italiani fanno e hanno sempre fatto affidamento sulla qualità degli ingredienti piuttosto che alla complessità della preparazione. Ma la cucina italiana è anche tradizionale: i piatti e le ricette sono spesso state creati dalle nonne più che dagli chef. E poi, la nostra cucina è unica, per questo è una di quelle più proposte nei ristoranti del mondo (tovagliette a scacchi bianchi e rossi inclusi).
“Ma oltre alla cucina italiana, mi faccio contaminare anche da quella etnica. Sono bulimico nell’acquistare libri di cucina, li divoro e ho il mio bilocale pieno di volumi grandi e pesanti, che vanno dalla cucina francese a quella thai, passando per Mosca e il Mali. La contaminazione mi attrae, soprattutto in cucina, penso rappresenti un vero e proprio linguaggio e un modo per dimostrare affetto verso una persona cara. Adoro sedermi a tavola ed osservare in silenzio le espressioni dei commensali per cui ho cucinato”.
- Come ti organizzi per preparare, conservare e trasportare le tue schiscette?
“Le preparo la sera dopo l’ufficio o la mattina prima di correre a lavoro, specialmente quando mi porto delle insalate, che hanno tempi di preparazione molto veloci. Le conservo in frigo, dentro un contenitore che dicono somigli alla scatola di un noto gelato confezionato. Sfato questo mito, è un banale contenitore per alimenti, anche se l’idea del recupero della scatola del gelato è affascinante. Quasi quasi ci provo!”
http://schisciando.tumblr.com/
- Coniugare praticità, velocità, e giusto apporto nutritivo: è un’equazione impossibile?
“Non è impossibile, anche se in algebra e materie matematiche sono sempre stato pessimo!
“Scherzi a parte, non so se ci riesco, ma provo sempre a coniugare il gusto, l’aspetto visivo del cibo (anche l’occhio vuole la sua parte!) con qualche cosa che possa fare bene a me e dare qualche suggestione a chi mi segue.
“Sono innamorato e dipendente dal carboidrato, paste e risi sono un must che non può mancare sulla mia tavola e nella mia schiscia. Ma adoro e ho riscoperto anche le verdure, dedicando un intero capitolo del libro a questi alimenti fondamentali. Si possono fare piatti incredibili con pochi ingredienti, le variabili sono infinite e come con il Lego si possono combinare e “scombinare” secondo gusti personali”.
- Quali sono gli ingredienti che “rendono” di più, e quali invece gli esperimenti falliti?
“Passione e creatività rappresentano i primi ingredienti che rendono cucina e piatti “speciali”. Poi, per le schiscette, le uova e gli ortaggi in genere sono sicuramente più consigliati per ricette lampo e light, insomma l’ideale per un pranzo da ufficio. E danno origine, per la loro versatilità, a ricette interessanti e gustose.
“Esperimenti falliti? Te ne racconto uno che cito anche nel libro, e che riguarda i miei primi approcci in cucina di un bel po’ di anni fa, per fare colpo sulle ragazze. Cicino per lei una frittata di pasta alla napoletana: nel momento topico e scenografico di girare la frittata l’impasto rimane appiccicato alla padella, con conseguente discesa di uova sul pavimento. Il tutto ovviamente di fronte a lei. “Ordiniamo sushi?””
http://schisciando.tumblr.com/
- Schiscetta calda o fredda?
“Dipende dalla ricetta, anche se per me “freddo” significa a temperatura ambiente. A proposito di riscaldare la schiscetta, un consiglio: quando usate il microonde e riscaldate insieme cibi con consistenza diversa, ricordate di disporre gli alimenti più delicati nella parte centrale del piatto o del contenitore, mentre quelli più consistenti vanno nella parte esterna. Aggiungete magari qualche cucchiaio di acqua sopra la pietanza per rendere il condimento più fluido dopo lo shock termico da frigorifero”.
- Dove consumi di solito la schiscetta? Sei uno che mangia davanti al PC o riesci a ritagliarti un momento dove godertela in pace?
“Capita che la consumi al mio desk, quando ho voglia di leggere qualche articolo di riviste o siti web, oppure con i colleghi nella saletta ad hoc allestita all’interno dell’agenzia di comunicazione dove lavoro. A dire il vero preferisco consumarla con la bella stagione all’aperto. Ho la fortuna di lavorare dietro al parco delle Basiliche a Milano. Ci sono tanti ragazzi come noi che consumano la propria schiscetta immersi nel verde. Una meraviglia!”
- Cosa pensano i tuoi colleghi delle tue “schiscette perfette”?
“Sono sempre molto curiosi e chiedono ogni giorno: “Cos’hai oggi per pranzo?”. La mia risposta? : “Vai a vedere sul blog!””
- Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere la “via della schiscetta”?
“Di comprare “Schiscetta Perfetta”!
Ironia a parte, il consiglio è di ritagliarsi del tempo per se stessi e il proprio pranzo.
“Basta cominciare un paio di giorni a settimana, per divertimento, magari cucinando con il proprio compagno o la propria compagna o con amici. La schiscetta deve essere vissuta come un attimo di socialità pre, durante e post pranzo. Fidatevi!”
(foto di copertina: Chiara Mirelli) 
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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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