Ecco perché mangiare al Blupum a Ivrea è un atto di pura gioia.

Per capire fino in fondo cosa significa mangiare al Blupum di Ivrea, fermatevi un attimo a pensare al vostro piatto preferito. Forse saranno le lasagne, forse la torta al cioccolato. Oppure la pappa al pomodoro. Difficilmente sarà una pietanza troppo elaborata, irreperibile, o frutto di qualche strana alchimia molecolare. Se ci fate caso, attorno al concetto di vostro piatto “preferito”, ci saranno l’amore di una mamma, la saggezza di una nonna, il profumo della terra o un ricordo di infanzia. Magari ci sarà la tradizione; di sicuro ci sarà la semplicità. Tutti elementi che si possono incontrare in una buona cucina familiare, più che in un ristorante “pettinatissimo” del centro. Tutt’al più, li potrete ritrovare in una bella trattoria rustica.

Ecco, il Blupum di Ivrea parte da questa concezione della cucina: quella che vuole che mangiare sia un atto di gioia.

Il locale, nato nella città eporediese da un’intuizione dello chef stellato Davide Scabin, è infatti la versione evoluta della tradizionale trattoria, dove si possono trovare sapori e ricette facilmente riconoscibili della tradizione piemontese, e più in generale di quella italiana. Solo che di ogni piatto assaggerete la massima espressione, grazie all’ottimo lavoro in cucina di Barbara Scabin, sorella di Davide, e dei suoi collaboratori.
Un esempio: vi piace il vitello tonnato? Ecco, al Blupum potreste mangiare il più buon vitello tonnato della vostra vita. Per me è stato così. Stesso dicasi per le tagliatelle al ragu, o l’uovo in camicia con gli asparagi.

Nel vitello tonnato del Blupum ciascuna fetta di carne racchiude una quenelle con la dose perfetta di salsa.
Potrebbe sembrare un’operazione un po’ radical chic, invece è una scelta precisa, portata avanti con coerenza anche nei particolari: le portate sono messe al centro del tavolo e i commensali si servono da sé; dolci e formaggi sono portati ai tavoli su carrello, e scelti a vista dai clienti, e così via.
Per dire, io non sono mai stato un fanatico dei ravioli in brodo: davanti a questi, però, mi sono letteralmente sciolto di piacere.  E ho fatto il bis, ovviamente.
Ancora più commovente è stato l’incontro con lo Scamone di vitella piemontese glassata al forno con salsa di acciughe, un trionfo di scioglievolezza.
Gran parte della qualità di questi piatti è merito dell’accurata scelta dei prodotti e delle materie prime, che, ovviamente, al Blupum sono selezionate con meticolosità, con attenzione alle specificità del territorio piemontese (ho imparato che le galline di Saluzzo producono delle uova di qualità incredibile).

Discorso a parte merita il prezzo: difficilmente, altrove, mangerete tanto bene per queste cifre (dai 34 ai 43 euro per i due menu, vini esclusi). Anche in questo caso, con le doverose proporzioni, la filosofia della trattoria viene rispettata con molta coerenza.
In dialetto piemontese “Blupum” significa letteralmente “blu mela”, sinonimo di qualcosa di sorprendente e fantasioso. Di sicuro, la trattoria Blupum sorprende nella sua disarmante semplicità: quella di un locale unico nel suo genere, e dove si mangia davvero bene.
Magari proprio il vostro piatto preferito.

Blupum
Corso Botta, 38 – 10015 Ivrea (TO)
tel. +39 333 3146158
info@blupum.com

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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