#calcioBarilla: i Mondiali visti (e vinti) da Barilla su Twitter.

Com’è andata, lo sapete tutti, a meno che non abbiate trascorso gli ultimi dieci giorni su Marte. L’Italia pallonara se n’è uscita mestamente dai Mondiali, scornata e (letteralmente) presa a morsi dagli avversari.
Nell’era dell’instant marketing, un evento di tale portata, con i suoi risvolti teatralmente drammatici, non poteva non scatenare la fantasia (e a volte la cattiveria) dei brand. Ma c’è chi, tutto sommato, da questi Mondiali esce vincitore. Almeno sul piano della comunicazione.
Del resto, ultimamente Barilla qualcosa da farsi perdonare ce l’aveva, in questo senso.
L’ironico storytelling su Twitter di Italia-Uruguay a me è piaciuto molto. Di sicuro più della partita.
Che poi il sottoscritto abbia tutt’altri gusti in fatto di pasta, beh, è un altro discorso.

Un mondiale mordi e fuggi! Vi ringraziamo per aver tifato Italia con noi! @Vivo_Azzurro #CalcioBarilla pic.twitter.com/B05P81dH7s
— Barilla (@Barilla) 26 Giugno 2014

Il racconto della gara è tutto un giocare di metafore calcistico-culinarie: un tono di voce che Barilla ha mantenuto per tutta la (breve) permanenza dell’Italia ai Mondiali.

Per gli ottavi di finale è libero un solo posto a tavola! Italia oppure Uruguay.. #calcioBarilla #Mondiali2014 pic.twitter.com/qvUI2hryKj
— Barilla (@Barilla) 24 Giugno 2014

Il primo tempo è semplicemente di una noia micidiale. Non bastano un paio di spritz a corroborare uno spettacolo desolante, di cui la telecronaca Rai è il colpo di grazia.
Barilla al duplice fischio prova a sollevare il morale, aizzando i sessanta milioni di commissari tecnici italiani.

0 a 0 tra #ITA e #URU al termine del primo tempo. Chi dovrebbe entrare nella ripresa per gli azzurri? #calcioBarilla pic.twitter.com/2ItWO7RYw1
— Barilla (@Barilla) 24 Giugno 2014

La ripresa, però, comincia sotto i peggiori auspici. L’arbitro espelle Claudio Marchisio, che salterebbe l’eventuale (molto eventuale) ottavo di finale.
Il terzo spritz è un’opzione che sto seriamente considerando.

Espulso Claudio Marchisio. Adesso si fa dura! #calcioBarilla #Mondiali2014 #ItaliaUruguay pic.twitter.com/LzTdIjTBQS
— Barilla (@Barilla) 24 Giugno 2014

Il gol di Godin quasi non lo vedo: l’amata rete ha già preso il sopravvento sulla tivù. E Barilla fa product placement sulle magagne azzurre.

Uruguay in vantaggio. 1-0 rete di Godin #calcioBarilla pic.twitter.com/9pcWgN1yc6
— Barilla (@Barilla) 24 Giugno 2014

Intanto, al bar, opto per una birra (poi basta, lo giuro), mentre scorrono impietose le immagini finali della partita. L’Italia perde ed è eliminata. E Barilla sottolinea la prestazione dei giocatori italiani con un tweet che fa il giro del web molto più in fretta di quanto Thiago Motta impeghi ad allacciarsi le scarpe.

Finisce il mondiale dell’Italia. L’Uruguay ha vinto 1 a 0. Cosa è mancato agli azzurri? #calcioBarilla #Mondiali2014 pic.twitter.com/UKvSCsLvwT
— Barilla (@Barilla) 24 Giugno 2014

Triplice fischio. Grazie, Barilla. Mi hai fatto divertire, nonostante tutto.
Corro a casa a farmi una bella carbonara.
Come? Volete sapere di che marca sono i miei spaghetti?
Non ve lo dico.

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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