M’illumino di meno: da Basilico Bianco la pizza a lume di candela.

Di Basilico Bianco avevo già parlato su Foodeskine: la pizzeria gourmet di Gallarate, aperta da un geniale e intraprendente ex meccanico, Gianfranco Canziani, insieme con il nipote Andrea, è uno dei locali più interessanti dell’intera provincia di Varese. E ha una storia bellissima.
Se non ci siete ancora stati, venerdì 13 febbraio potrebbe essere l’occasione giusta per gustare una delle pizze più golose della vostra vita in un’atmosfera davvero speciale, a lume di candela, magari in dolce compagnia. D’altronde è quasi San Valentino, no?

Le luci soffuse non saranno solo una concessione al romanticismo: anche Basilico Bianco, infatti, partecipa a “M’Illumino di Meno”, la campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico ideata dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2.
Un’iniziativa fatta di gesti simbolici quanto potenti: l’invito a spegnere le luci, infatti, trasmette l’idea di quanto sia preziosa, e al tempo stesso scontata, l’energia che utilizziamo non solo per illuminare le nostre serate, ma compiere qualsiasi piccolo o grande gesto quotidiano.
Una piccola rinuncia, come quella dello spegnere per qualche ora l’illuminazione domestica, è un messaggio di sostenibilità e di consumo consapevole.
Per l’occasione, da Basilico Bianco ci sarà un allestimento speciale, abbinato ad un menù di coppia per ritrovare il piacere di stare insieme nell’intimità.

Le luci basse daranno un tocco di magia in più alle pizze di Basilico Bianco: veri trionfi di bontà, ottenuti da materie prime di ottima qualità, lavorate con rispetto e la dovuta calma. Le lunghe lievitazioni sono infatti uno dei segreti dell’altissimo livello di queste pizze, che sembrano provenire da un altro tempo.
Il tempo in cui la luce la si accendeva di meno e il cibo era ancora più gioioso.

Per informazioni sulla serata e per prenotare un tavolo:

Basilico Bianco
via Novara 1 – ang. Via Marino Croci – Gallarate (VA)
Tel. 0331 782956

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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