Un’app prenderà il posto dei soldi: Hype Banca Sella

Premessa doverosa: io odio il contante.
Non odio il denaro, sia chiaro; anzi, lo considero un utilissimo strumento di libertà. E io ho un gran bisogno di libertà. Quindi sì, i soldi mi piacciono.
Il contante, invece, proprio non riesco a digerirlo. Ecco un altro dei tanti motivi che mi rendono un po’ straniero nel mio paese, una delle nazioni al mondo con più valuta contante in circolazione.
Io sono quello che cerca di pagare anche pochi euro con il bancomat, incurante degli sguardi di cassieri e baristi che mi fissano come fossi un extraterrestre.
Sono quello che lascia sul bancone del negozio la scatola con le sneakers che sta per comprare perché “Oh no, mi spiace, non accettiamo bancomat o carte” (sì, mi è successo davvero).
Sono anche quello che ogni tanto si fa cogliere alla sprovvista, perché rinunciare completamente a monete e banconote è quasi impossibile.
Ecco perché, quando ho scoperto che una banca italiana ha deciso di investire sul progetto di un metodo di pagamento alternativo al contante, digitale e con un risvolto social, ho drizzato le antenne.
Con Hype di Banca Sella potrò davvero sconfiggere il contante?

Hype Banca Sella: money is just a tool

Presentata alla Social Media Week 2015 di Milano con un claim che avrei potuto scrivere io (il denaro è solo uno strumento: vero, verissimo, ndA), Hype è un conto di moneta elettronica associato a un’applicazione per smartphone iOS e Android.
Download dell’app e registrazione sono gratuiti; Hype mette a disposizione un IBAN e una carta elettronica per effettuare pagamenti contactless dove possibile e per effettuare acquisti online. La carta può essere anche richiesta nella sua versione fisica, per prelevare (gratuitamente) dagli sportelli.
Hype permette (per ora) di gestire un massimo di 2500 euro all’anno.
Sulla sicurezza vigilano i protocolli di Banca Sella, ma anche il login “a tempo” dell’applicazione e la possibilità di mettere la carta di Hype in stand by semplicemente con un tap.

La app è lo strumento di controllo principe dell’esperienza Hype Banca Sella: un portafoglio elettronico sui cui inviare e ricevere denaro, controllare i movimenti e pianificare le spese. C’è persino un Financial Assistant che aiuta l’utente a dividere le spese in categorie e programmare le uscite in funzione degli obiettivi.
Puoi scoprire, ad esempio, che il viaggio a Londra che desideri, risparmiando qualche euro al giorno, è davvero alla tua portata, se lo trasformi in obiettivo.

“Whatsappare” il denaro

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Una delle funzioni più interessanti di Hype è quella che permette di scambiare con pochi tap una somma di denaro con i contatti della rubrica, anche se non sono “Hyper“, ovvero utenti dell’applicazione. La raccolta fondi per un regalo comune, una cena di quelle dove si paga “alla romana”, e molte altre situazioni quotidiane che prevedono uno scambio di denaro contante: niente sarà più come prima.
Gli scambi tra Hyper, inoltre, sono registrati sull’app in uno storico, in modo da regolare eventuali “pendenze” e tenere conto delle persone con cui si scambia più denaro.

Le barriere ancora da sfondare

Con Hype Banca Sella ha dato vita a una visione del futuro che mi piace molto. Un futuro dove la tecnologia semplifica la vita, a partire dal rapporto con il denaro.
Un tocco di smartphone per pagare la spesa, comprare il biglietto del tram, dare a un amico la propria quota del campo da calcetto: questo è il futuro del denaro che Hype mi ha aiutato a immaginare.
Purtroppo, però, ci sono ancora dei limiti importanti da superare, che il presente ci mette di fronte impietoso.
Il primo è quello tecnologico: il digital divide di questo paese è spaventoso, e le infrastrutture ancora insufficienti per permettere una diffusione capillare di certa tecnologia: i pagamenti contactless, ad esempio.
Il secondo limite, invece, è quello culturale. Troppe sono ancora le resistenze al cambiamento in Italia; troppi i preconcetti; troppe le scelte di comodo. Nel paese dei “furbetti”, i pagamenti tracciabili sono ancora visti con un sospetto insensato rispetto a quanto accade nel resto d’Europa, e non solo.
Tuttavia, io resto ottimista. Del resto, immaginare il futuro è il primo passo verso la sua realizzazione, non credete?
Nel dubbio, io ho scaricato Hype.
E non vedo l’ora di sconfiggere il contante.

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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