Video, Snapchat e la (finta) crisi di Facebook: lo stato dei social media nel report di GlobalWebIndex

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Provate a chiedere a un ragazzo del liceo quale social consideri più “cool”: difficilmente vi parlerà di Facebook. Piuttosto, vi racconterà del suo canale di YouTube preferito, o vi mostrerà l’applicazione di Snapchat sul suo smartphone.
Il GWI Social Summary di GlobalWebIndex, che traccia il quadro dello stato dei social media aggiornato ai primi 4 mesi del 2015, svela questo e molti altri aspetti interessanti sull’evoluzione dei social, su cui trascorriamo ormai più di un quarto di tutto il nostro tempo sul web.

Facebook down (ma è presto per parlare di tramonto)

Parlare di crisi per il social con più iscritti (82%) e utenti attivi (42%) al mondo può sembrare un’eresia. Eppure, Facebook nel 2014 è stato l’unico tra i grandi network a registrare un tasso di crescita negativo. Sì, ha fatto peggio anche del tanto bistrattato Google Plus. Per non parlare di Ello, vero fail dell’anno con un misero 5% di profili.
La parte del leone l’hanno fatta i social media dedicati alle immagini: Pinterest e Tumblr sono cresciuti di quasi il 100% l’hanno scorso, mentre ottime performance hanno fatto registrare anche Instagram (+47%) e LinkedIn.
Quello su cui Facebook resta per ora imbattibile è il tasso di utilizzo della piattaforma: la percentuale degli utenti attivi che lo usa più di una volta al giorno supera il 50%, un dato che supera di gran lunga le performance di tutti gli altri social.
E Zuckerberg si consolerà pensando anche alla crescita importante di Messenger, l’applicazione che è cresciuta di più nel 2014, dietro a Snapchat.

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YouTube killed the radio stars

I numeri di GlobalWebindex raccontano anche un’altra storia, però: Facebook ha qualche problema con i teenager. Anzi, si può quasi dire che invecchi insieme con i suoi fan. Infatti, se la percentuale di chi considera Facebook il social media più “cool” è globalmente intorno al 37% in quasi tutti i grandi mercati (non male, per una piattaforma che ha superato i dieci anni di vita), il dato crolla verticamente quando si rivolge la stessa domanda ai ragazzi tra 16 e i 19 anni.
Il social più amato dai millennials è YouTube, ma il secondo posto di Instagram in questa speciale classifica è una conferma della bontà della scelta di Facebook, che ha acquisito la piattaforma dedicata alle foto vintage nel 2013.

Il futuro è sempre più mobile. E social

Viviamo ormai in un mondo dove la relazione tra web e dispositivi mobili è ormai indissolubile. Rispetto al 2012, il tempo che trascorriamo sul mobile web è quasi raddoppiato.
Guardate i vostri vicini di posto in treno, o sulla metropolitana, immersi nella visione dello schermo del loro smartphone o tablet: quasi sicuramente sono online. E se lo sono, c’è una buona possibilità che stiano utilizzando un social. Il 28% del nostro tempo in rete, infatti, lo trascorriamo nel networking.
Il dato medio di GlobalWebindex tradisce però sostanziali differenze tra i paesi e i mercati. Infatti, gli utenti social più attivi sono quelli delle grandi aree metropolitane dei paesi in crescita, mentre i mercati più maturi sono anche quelli dove i social sono meno utilizzati. Giappone, Germania e Stati Uniti, non a caso, hanno tassi di presenza sui social più bassi della media.

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Sul web siamo tutti “poligami”

Nel mondo, le persone possiedono in media 5,39 account sui social media, e ne usano attivamente 2,75. Come dire: non si vive di solo Facebook. I dati di GlobalWebindex evidenziano anche un notevole cross-over tra i principali social media: il 93% degli utenti di Twitter, ad esempio, hanno anche un profilo su Facebook.
I primi 7 paesi dove il multi-account è più praticato sono tutti in Asia, con la Cina al primo posto. Non è un caso: accando alla presenza sui grandi nework globali, infatti, in questi paesi è forte l’affezione per social media “locali”, come Weibo.
Emblematico è il caso dei cinesi, che accedono alle piattaforme global come Facebook e Twitter via VPN per aggirare la censura, e utilizzano contemporaneamente siti molto popolari in patria come Youku, Qzone e RenRen.

Il fenomeno Snapchat

Non lasciatevi ingannare dai numeri aparentemente modesti a livello globale: Snapchat è l’applicazione del momento tra i teenagers. La percentuale di utilizzo dell’applicazione di messaggistica “mordi e fuggi” tra i giovani è infatti tre volte e mezzo quella della media degli utenti del web. E il tasso di penetrazione in alcuni paesi è incredibile, superando il 40% in molte nazioni anglossassoni, con il record del 52% tra i teen irlandesi.
Negli Stati Uniti, ormai, Snapchat è più popolare di WhatsApp e Facebook Messenger tra i giovani.

La relazione di GlobalWebindex, fotografando l’utilizzo del web tra i giovani, aiuta a disegnare le tendenze degli adulti di domani.
Prepariamoci a un futuro sempre fatto di video, messaggi istantanei, e web in mobilità.

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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