Tutto il mondo a tavola: il social eating di VizEat

Non sarò mai quello che all’estero va a cercare la cucina italiana. Tantomeno quello che ripiega sui fast food per andare sul sicuro.
Sarò banale, ma per me la cucina è soprattutto cultura, e il cibo un mezzo di comunicazione. Ecco perché quando viaggio, cerco il più possibile l’autenticità, quando si tratta di cibo.
Il mio sogno è quello di pranzare o cenare a casa delle famiglie nei luoghi che visito.
Un sogno che ho scoperto essere molto più facile da realizzare di quanto pensassi, grazie al “social eating“.

Si tratta di uno degli ultimi trend in fatto di food, sorto in quel contesto di economia della condivisione che sta progressivamente ridefinendo moltissime nostre abitudini di consumo. Pensate al bike o al car sharing cittadino, o alla crescita irrefrenabile di realtà come Airbnb.
Insomma, dopo spostarsi e viaggiare, anche mangiare sta diventando un atto sempre più social.
Il merito è anche di piattaforme come VizEat, il primo network europeo dedicato al social eating.

Nato in lingua francese e inglese nel 2014, VizEat è presente in oltre 50 paesi del mondo, e da qualche mese anche in Italia, a Milano, Firenze, Roma, Venezia e Napoli.
Il funzionamento della piattaforma è molto semplice, e ricalca quello di altre start up simili in altri settori: si crea un account e si sceglie se essere guest, oppure host. Quest’ultimo mette a disposizione degli ospiti la propria casa e la propria abilità di cuoco, registrando su VizEat il menu che desidera preparare e scegliendo in libertà la data dell’evento, nonché il prezzo.
Gli ospiti registrati su VizEat possono così cercare tra gli oltre 1700 host in tutto il mondo, di cui 400 in Italia, l’evento gastronomico che desiderano, e prenotare un posto tramite la piattaforma. L’host deciderà se accettare o meno la prenotazione in base alla disponibilità.

La struttura di VizEat fa da tramite tra host e guest, occupandosi di ogni formalità, dalla gestione delle prenotazioni, al pagamento on-line, sino all’assicurazione in grado di coprire cancellazioni dell’ultimo minuto e altri piccoli e grandi imprevisti.
Non solo: VizEat è anche garante della sicurezza degli ospiti, attraverso la verifica dell’identità di tutti i partecipanti.
“Vogliamo espanderci ancora in Italia, perché il vostro Paese ha delle incredibili potenzialità nel social eating – racconta il CEO e fondatore di VizEat, Jean-Michel Petit – non solo perché la gastronomia italiana è celebrata in tutto il mondo, ma anche perché la cultura e la tradizione dell’ospitalità italiana sono valori fantastici da comunicare attraverso il social eating. L’Italia è uno dei paesi più visitati al mondo, e da un sondaggio che abbiamo commissionato il 70% degli italiani intervistati ha dichiarato che sarebbe felice di ospitare a pranzo o a cena un viaggiatore che non conosce”.

Non solo buon cibo, quindi: VizEat è una filosofia che coniuga viaggio e food per regalare ai propri iscritti un’esperienza nuova, dove incontrare persone e stringere nuovi rapporti umani grazie al cibo.
E adesso, chi vado a trovare per cena?

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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