Bastianich Winery e Orsone, il Friuli che non mi aspettavo.

Me lo ricordavo diverso, il Friuli.
Forse perché la prima e unica volta che ci misi piede era autunno inoltrato, e forse perché il mio umore del tempo non si discostava poi molto da quel grigio che campi, pioggia e nude rocce si ostinavano a disegnarmi intorno.
Invece, quando l’auto si ferma nel piccolo parcheggio di Orsone, nelle campagne appena fuori Cividale, la prima impressione è diametralmente opposta. Il caldo di agosto, la luce intensa, dolci colline tutto intorno. E ovviamente, i vigneti.

Su queste terre, quasi vent’anni fa, Joe Bastianich decise di piantare le sue radici italiane. Era il 1997, l’anno di nascita della primogenita di Joe, Olivia. Il restaurant man di New York scelse quest’angolo di Nordest, a un tiro di sguardo dal confine sloveno, per ri-costruire il suo passato di figlio di emigranti istriani e stringere un legame profondo con la terra, forse nel modo più istintivo che un uomo ha per legarsi ad essa: coltivandola.

Nascono così le cantine Bastianich, una produzione fortemente legata al territorio, figlia dei vigneti di Buttrio, accarezzati dalla brezza dell’Adriatico, e di quelli di Cividale, sferzati dalla bora. Una quarantina di ettari di terra friulana pronta a dare vita a vini corposi, strutturati e aromatici. Come i due Vespa (bianco e rosso), chiamati così in onore degli insetti che popolano le vigne a caccia dei grappoli maturi; o come lo splendido Plus, ottenuto da vigneti di Friulano vecchi sessant’anni.

Passeggio tra le vigne della famiglia Bastianich con Wayne Young, l’uomo di Joe in Friuli: un newyorkese con una laurea in giornalismo e un’esperienza a Wine Spectator, che dopo aver seguito Bastianich in Friuli per una vendemmia, scelse di restare, e da oltre dieci anni si occupa della winery friulana, gestendone il marketing e la comunicazione.

Grazie a Wayne, scopro i segreti del terreno di queste vigne, la ponca, che dà al vino un’inconfondibile nota minerale; mi addentro nella degustazione dei vini della cantina (distribuiti in Italia da Meregalli), dal sorprendente Sauvignon, fino a Calabrone e Plus, passando per i Vespa, il Friulano e la Ribolla; e mi godo i sorprendenti aneddoti che Wayne racconta ripercorrendo gli anni trascorsi a Cividale.

In un certo senso, guardandomi intorno, assaporando il vino e ascoltando Wayne, è come se anch’io fossi qui da anni, tanto è il senso di familiarità e di tranquilla convivialità che pervade questo luogo.

E se Wayne è il mio cicerone tra vigneti e bottiglie, Eduardo Valle Lobo – executive chef di Orsone – è la mia guida nel viaggio gastronomico del primo ristorante di Joe Bastianich in Italia.

Orsone, situato in una piccola, deliziosa costruzione immersa tra i vigneti, è per stessa ammissione di Bastianich il ristorante che avrebbe sempre voluto creare. Un progetto in cui l’istrionico Joe non nasconde di aver investito più denaro di quello che (per ora) è rientrato: otto tavoli affacciati su una grande finestra che dà direttamente sulla cucina, una cura maniacale dei dettagli dell’ambiente e una cucina di respiro internazionale, ideale accompagnamento dei vini dell’azienda agricola.

Non solo: all’ingresso del ristorante, in Orsone c’è anche una piccola taverna che offre una proposta gastronomica più informale, ma non meno curata; uno spazio rustico e accogliente dove gustare un ottimo hamburger, o un’altro piatto della tradizione americana.

Mi godo la cena in taverna, con hamburger, birra artigianale e una cheese cake da urlo, e trascorro una confortevole notte nell’elegante bed&breakfast ricavato al piano superiore di Orsone.
Il giorno dopo, a pranzo, dopo una passeggiata nel piccolo orto di Orsone e un giro per il centro di Cividale, sono pronto per scoprire cosa significa mangiare in un ristorante di Bastianich.

Cividale del Friuli è una cittadina dagli scorci pittoreschi. Bastianich Winery e Orsone sono a 5 minuti di strada da qui

Anche Joe, da queste parti in vacanza, fa capolino tra i tavoli, sorridendo ai clienti e sottoponendosi senza troppa convinzione ad uno shooting fotografico negli splendidi locali di Orsone.
Sono gli ultimi secondi prima di farmi rapire dalla cucina di chef Eduardo Valle Lobo.

Anche lo chef, come Wayne Young, ha trovato in questo angolo di Friuli una nuova casa. Nato a Madrid, Eduardo fa esperienza al Del Posto, il più famoso dei ristoranti di Bastianich a New York, prima di approdare a Cividale, insieme con la compagna di vita e sous-chef Kelly Jeun.

Basta un piatto per sublimare in modo perfetto il concetto di cucina per chef Valle Lobo: le incredibili orecchiette di grano arso con salsiccia, mazzancolle, cicoria e pesto di piquillo (un tipico peperone spagnolo). Un piatto succulento, deciso, ma non stucchevole, dove ogni sapore si sposa perfettamente con l’altro. Un primo contemporaneamente raffinato e godereccio. Una Monica Bellucci che non se la tira.

Eduardo sorride molto, quando racconta del suo sbarco a Cividale, una gelida mattina di inverno. Mi parla del suo interesse per i prodotti di questa terra, anche i più semplici; non è raro vederlo vagare per i campi incolti in cerca di qualche erba selvatica. Ritmi di vita ben diversi dalla frenesia newyorkese, che per ora non sembra mancare allo chef, a capo di una brigata che mira, senza girarci intorno, a fare di Orsone un ristorante stellato.

La due giorni in compagnia dello staff di Bastianich Winery e Orsone mi ha sinceramente sorpreso. Non credevo di trovare tanta passione e tanto coinvolgimento, in un’atmosfera così familiare.

Soprattutto, non pensavo che ci sarebbero voluti due wine lover americani e uno chef spagnolo per farmi ricredere sul Friuli.

Orsone – Ristorante e B&B
Via Darnazzacco, 63
Frazione Gagliano
33043 Cividale del Friuli – Udine
Telefono: +39 0432 732053
email: info@orsone.com
www.orsone.com

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Scrissi con pugno deciso la mia prima headline nel 1984. All'asilo, con le matite colorate. Faceva più o meno: "Yogurt. Un po' acido, ma buono". Le maestre mi guardarono con sospetto. Ma fu subito chiaro che il cibo sarebbe stata una delle mie due grandi passioni. Della seconda, ne ho fatto un lavoro.

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